Civitella di Romagna

Comune della Valle del Bidente, mutua il nome dal latino medievale, come diminutivo di civita, da civitas.
Testimonianze storiche parlano di Civitella già nel 963 come borgo murato, vero e proprio avamposto militare nel territorio all’epoca soggetto alla sede arcivescovile di Ravenna. Medievali sono le maestose rovine della vicina Rocca di Giaggiolo, che nel 1269 fu acquistata dai Malatesta il cui Conte Paolo fu immortalato nel V Canto dell’Inferno, assieme all’amata Francesca.
Nel XV secolo con la fine delle Signorie, la parte alta della valle passò a Firenze, quella inferiore, compresa Civitella, venne assorbita dalla Chiesa. Terremoti e battaglie furono numerosi nel corso dei secoli; del 1799 l’ultimo evento bellico, quando Civitella fu saccheggiata dopo una battaglia tra francesi e papalini. In seguito diede il suo contributo alle lotte risorgimentali per l’Unità d’Italia.
Tra gli edifici di interesse artistico, oltre alla rocca e al santuario della Suasia si annovera il teatro Golfarelli del XIX secolo, progettato dall’architetto Giuseppe Missirini da Forlì e fatto costruire da Lorenzo Golfarelli. Altro centro urbano del comune è Cusercoli (il toponimo deriva da clausum Herculis, chiusa d’Ercole) con lo splendido castello costruito su uno sperone roccioso. Nel territorio si trovano diverse località rurali, che hanno assunto una precisa fisionomia attraverso i secoli e che vantano beni di pregio architettonico.

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